Il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
di Pinerolo
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SALE COLONIALE (prima parte)

In questa sala sono riuniti i cimeli che riguardano le attività coloniali in terra d’Africa. La sala ospita anche una piccola sezione che ricorda la spedizione in Cina contro i boxer. La grande vetrina a sinistra entrando raccoglie, accanto ad uno splendido olio su tela, opera del Rondini, raffigurante uno Spahis libico, la più grande collezione di gagliardetti coloniali oggi presente in Italia. Essi, così come gli Stendardi dei reggimenti metropolitani, venivano decorati per Decreto Reale, ed erano affidati alle nostre truppe indigene: meharisti, savari, spahis, Penne di falco.

 

 

Nel ripiano in basso possono essere osservate 4 miniature, che rappresentano queste nostre quattro specialità indigene, impiegate dagli Ufficiali Nazionali, in colonia, specie in Libia:

I Meharisti (dal nome in lingua indigena del Dromedario veloce da sella) erano soldati indigeni montati su dromedari. Tali Reparti furono creati, sul modello di quelli dell’Impero Romano, dal Capitano Perricone nel 1910, in Somalia. Furono poi impiegati in Libia, inquadrati nel Regio Corpo di truppe Coloniali della Tripolitania. Nella sala un manichino di un Ufficiale italiano delle truppe mehariste in sella ad un mehari.

 


Meharista

   

Gli Spahis erano cavalieri reclutati in Libia ed adibiti, come Cavalleria Leggera, per esplorazione, scorte e servizi di vigilanza dei confini.Al centro della sala, il cavaliere indigeno in sella al cavallo imbalsamato, rappresenta, infatti, uno spahis nel costume tradizionale ed indossa un burnus bianco.

 

Spahis

 

I Savari (Cavalieri nella lingua indigena) erano cavalieri indigeni reclutati in Libia e rappresentavano la cavalleria regolare. Erano montati su cavalli piccoli ma robusti e veloci, addestrati a sdraiarsi a terra durante il combattimento. Tali Reparti erano inquadrati da Ufficiali Nazionali e da Sottufficiali e Graduati indigeni. La differenza tra i Savari e gli Spahis risiedeva in particolare nel fatto che per i primi veniva arruolato solo l’uomo, mentre per i secondi veniva arruolato anche il cavallo con le loro tradizionali bardature.
Le Penne di Falco (portavano sul copricapo denominato “Tarbusc” una penna di falco) prendevano origine dagli squadroni cavalleria d’Africa riorganizzati nel 1889 come Squadroni Esploratori. Gli indigeni che lo costituivano portavano il tarbusc con una penna di falco.

                    


Savari

Penne di Falco




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