Aggiornato il 20 Dicembre 2021  

IL MUSEO SI RACCONTA

IL MUSEO SI RACCONTA


Solo per raccontare una tra le molteplici imprese del Maestro dell’equitazione mondiale ci piace ricordare quando Caprilli, il 24 maggio 1902, entrò nella storia riuscendo a superare per la prima volta un ostacolo superiore ai due metri di altezza e facendo della Scuola di Cavalleria di Pinerolo il centro internazionale dell’Equitazione.


Infatti, durante il Concorso Ippico Internazionale di Torino nel 1902 Caprilli partecipa con un gruppo di allievi vincendo la gara in estensione con 6 metri e 50 ma viene incredibilmente eliminato dalla gara ufficiale in altezza fermandosi a 1 metro e 70 con il cavallo Melopo. Deluso per la sconfitta ma fiducioso nelle capacità di Melopo, lancia una sfida rivolta a chi in tre tentativi avesse superato i due metri. Mette in palio cinquecento lire ma nessuno decide di farsi avanti se non il Sottotenente Ubertalli, lʼallievo prediletto, che accetta la sfida solo per permettergli di cimentarsi nel salto. Al primo salto supera 1 metro e 90. Dal pubblico si alza un brusio misto di incredulità e sarcasmo. Tocca quindi ad Ubertalli che fallisce i due tentativi.


Quando è di nuovo il turno di Caprili, egli ordina di alzare lʼostacolo a 2 metri e 08. Ora il pubblico rumoreggia. Sicuro di se il Capitano lancia Melopo che, assecondato nel suo salto dallʼapplicazione del “metodo”, supera lʼostacolo di slancio. Sono le 18.50 del 24 maggio 1902 ed è la prima volta nella storia che un cavallo salta più di due metri.


La vittoria è salutata da un applauso scrosciante che obbliga detrattori e scettici ad ammettere la superiorità di Caprilli. Ma intanto, mentre gli urrà si sprecano e le dame non smettono di lanciare fiori e baci a Caprilli ed ai suoi colleghi, il Ministro delle Forze Armate, che assisteva al concorso, decide seduta stante di riconoscere ufficialmente il “sistema” e di adottarlo alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo: è la consacrazione del capitano Caprilli ad innovatore dellʼequitazione italiana e, ben presto, internazionale. (estratto da “Federico Caprilli: tra storia e romanzo” di Gabriele Benucci).

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